mercoledì 21 dicembre 2016

Barcellona, una città dai colori vivaci - Prima Parte

Qualche settimana fa ho ripreso in mano la mia valigia formato tutti i voli e, salita sull'aereo, ho volato verso la Spagna, Barcellona per essere più precisi.

Municipio

Inizialmente avrei voluto fare un post generico ma, avendo visitato per quattro giorni questa meravigliosa città, ho deciso di suddividere l'articolo in due parti. Una sorta di mini guida su come ho gestito la visita, gli spostamenti e dare qualche piccolo tips utile. (Speriamo che questo esperimento proceda bene!)
Era diverso tempo che tenevo sott'occhio i voli diretti nella città catalana, dopo diverso girovagare di sito in sito, insieme alla mia amica Elisabetta siamo riuscite a venire a capo del dilemma orario e prenotare i nostri biglietti.

GIORNO 1 – VENERDI

Atterrate intono alle undici a Barcellona ci siamo dirette a prendere il nostro Aereobus (5.90 € a tratta oppure 10.90 € prendendo andata e ritorno insieme). Scese alla fermata Universitat, ci abbiamo impiegato circa tre minuti per arrivare al nostro hotel, il Praktik Vineria, a due passi dal centro (letteralmente). Personale cordiale ed avvezzo al parlare la lingua italiana, pulito e piccolo quanto basta per non essere scambiati per dei lillipuziani. Vineria e hotel al tempo stesso, hanno fatto del vino il loro punto di forza. Dopo un calice di benvenuto e qualche informazione abbiamo iniziato la nostra giornata. Per quanto riguarda la colazione, avendo noi preso la formula B&B, niente di estremamente abbondante ma molto curata e con dolci sempre freschi.

Mura de La Ciutat Vella

Essendo arrivata l’ora di pranzo ci siamo fermate in un piccolo ristorante, Nursia, tra Plaça de Catalunya e l’inizio de La Rambla, dove abbiamo gustato delle enormi tapas e la nostra prima paella di pesce. Essendo l’hotel in centro abbiamo deciso di darci allo sport e di girare la città, fin dove possibile, esclusivamente a piedi. Partite dall'inizio del La Rambla ci siamo districate tra le vie interne che portavano alla Ciutat Vella. Immerse tra le mura romane abbiamo camminato un pomeriggio intero tra mercatini di Natale, e storiche vie, rapite dalla bellezza di ogni angolo. Immortalando ogni particolare. Un misto tra nuovo e vecchio, il chiacchiericcio che si fondeva alla perfezione con il silenzio dei musei, delle chiese. Piccoli locali dalle luci soffuse che catturavano l'attenzione. Le risa e la sonorità della lingua che faceva venir voglia di essere parte integrante del luogo. Immerse tra le bellezze dell'intero quartiere, che si estende fino alla Barceloneta, abbiamo atteso le 18, orario di apertura della Cattedrale  della Santa Croce e Sant'Eulalia. La cattedrale, costruita tra il XIII ed il XV secolo, è in stile gotico ed è dedicata a santa Eulalia, la patrona di Barcellona, la quale subì il martirio in epoca romana.

Rambla De Mar - Barceloneta

Arrivare alla Basilica di santa Maria del Mar non costa nessuna fatica. Costruita intorno al 1300, la Basilica è in stile gotico, tipico della città, ed è considerata la Basilica dei marinai dal momento che sorge nel bel mezzo della zona portuale. Sempre dritto la destinazione è la zona marittima, la Barceloneta. Grandi viali alberati, sul quale passeggiare. Seguendo la statua dedicata a Cristoforo Colombo si può percorrere La Rambla Del Mar, un lungo ponte sul porto che porta verso uno dei centri commerciali della città. Una passeggiata ventilata ma comunque piacevole, in una zona dove il fine settimana inizia tardi e i pomeriggio sembrano infinitamente piacevoli. Essermi alzata presto e aver camminato tutto quel tempo non ha scalfito minimamente la mia voglia di conoscere quelle stradine tipiche, qualcuna silenziosa, qualcuna più trafficata.

Il rientro forse è stato un po' meno piacevole, un freddicello a cui non eravamo preparate ma La Rambla non era particolarmente distante e, visto l'orario, abbiamo deciso di rimanere a cena al Tailler de tapa, un locale molto frequentato che aveva diversi menù tapas misti e ovviamente non poteva mancare un calice di sangria!!

GIORNO 2 - SABATO

Secondo voi, quanto è difficile svegliarsi il secondo giorno di viaggio? Ovviamente tutti i nostri buoni propositi di uscire presto e iniziare la giornata al pari del sorgere del sole sono andati a farsi friggere perché alla 9 eravamo ancora nel letto cercando di capire chi si sarebbe alzata per prima così che l'altra potesse continuare a dormire.

Facciata esterna di Casa Batllò

Ringraziando qualche nostro amico celeste l'hotel aveva il caffè decente e questo ci ha illuminato la giornata, senza contare che ci siamo date da fare nel cercare di assaggiare tutto quello che la colazione ci proponeva, sapete...non volevamo sembrare scortesi!

Soffitto di una delle stanze di casa Batllò

Quartiere Eixample
Non avendo una splendida giornata di sole dalla nostra abbiamo dovuto cambiare il nostro programma in corsa e abbiamo optato per un giro nella Barcellona i Gaudì. Oggi è considerato il quartiere culla del movimento architettonico del modernismo. Un giro a Casa Milà e Casa Batllò, dietro il nostro albergo, considerata dal 2005 patrimonio dell'umanità dell'UNESCO. Nel 1904 Josep Batlló, altolocato industriale del settore tessile, affidò a Gaudí l'incarico di rimettere a nuovo un palazzo acquistato l'anno precedente sul Passeig de Gràcia, l'arteria principale del quartiere modernista dell'Eixample, zona della borghesia catalana dell'epoca. La costruzione originale era uno spazio molto stretto e allungato, dalla forma rettangolare, che rappresentava sicuramente una sfida per l'architetto catalano. Il lavoro di Gaudí, che fu completato nel 1907, modificò notevolmente l'aspetto dell'edificio, rivoluzionandone la facciata principale, il cortile centrale ed elevando due piani inesistenti nella costruzione originale. Al piano terreno sorgevano le scuderie, destinate poi a magazzini, e l'androne comune. Il primo piano del palazzo, il cosiddetto piano nobile, fu destinato ad abitazione della famiglia Batlló mentre negli altri quattro piani furono ricavati otto appartamenti destinati all'affitto. Infine, le terrazze sono state adibite a zona lavanderia.

La Pedrera

Dopo un pranzo nei famosissimi Tapa Tapa, del quale parlerò in un post successivo dedicato alla gastronomia catalana, abbiamo deciso di incamminarci, rigorosamente a piedi, verso il mare. Colte da un vento fortissimo, comunemente chiamato Gianna alla romana maniera, abbiamo proseguito nel nostro intento. Ci siamo divertite tantissimo nel fare le foto al paesaggio e soprattutto a saltellare, da una parte al'altra della spiaggia, come due quindicenni a cui, genitori severi, avevano appena concesso una boccata d'aria. Con grande sorpresa abbiamo notato dei temerari a cui è andata tutta la nostra stima perché, incuranti del tornado che ci stava per colpire, hanno preso il loro asciugamano dallo zaino e hanno simulato un agosto in pieno autunno.

La Barceloneta

Anche con la pioggia e il vento gelido questa città n si è smentita, mi ha affascinato con i suoi colori grigi misti al dorato della sabbia che, nonostante tutto, faceva venir voglia di togliere le scarpe e assaggiare la sua sofficità. Ovviamente questo ci è costato, almeno a me, una cervicale da far paura ma sono più che certa che ne sia valsa la pena.

La Rambla
Quartiere Eixample

2 commenti:

  1. Bello sai quanto amo questo paese è nella descrizione del post ho rivissuto ogni singolo angolo di questa città che conosco come le mie tasche

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao!! Eh, purtroppo o per fortuna Barcellona è una città difficile da dimenticare

      Elimina