venerdì 16 settembre 2016

Decluttering||Liberiamoci del superfluo

Sono emotivamente attaccata agli oggetti. Su questa roba ho visto così tanti show su RealTime al tempo che mi rivedevo in ognuno di loro. Poi ho scoperto che buttare cose vecchie è quasi liberatorio!




Ho scoperto che ci sono stati studi, libri, consigli, addirittura un nome: decluttering (io lo chiamo buttar via roba, ma stiamo là). In sostanza il termine indica l'azione di fare spazio. Grazie a questo metodo non esisterà più la fatina risucchia chiavi o gli oggetti smarriti in casa/camera, perché è fatto appositamente per semplificarci la vita. Esatto!


Il metodo in realtà non è niente di diverso da ciò che forse facciamo normalmente quando ci dedichiamo alle pulizie in grande ma visto che ne stiamo parlando lo illustriamo per bene, poi siamo anche tornati dalle vacanze, la pacchia è finita, possiamo procedere con lo smantellamento di tutto ciò che è vecchio.

Bisogna affacciarsi a questa tecnica con un reale spirito di cambiamento per noi stessi, altrimenti non funziona; rispondere alle domande: L'ho mai usato? E' davvero un ricordo importante? Mi serve ancora? Se non si risponde a nessuna di queste domande sappiamo già cosa bisogna fare. Ma con calma.

Ovviamente non si può pensare di fare spazio in tutta casa in una volta sola, come tutto si procede per step e l'ideale sarebbe dedicarsi ad una stanza per volta, senza fretta. Ogni mobile svuotato vi appagherà e questo vi darà la spinta per continuare. Fidatevi, ve lo dice una che teneva (qualcosina ce l'ho ancora) dell'asilo!


Andando avanti si procede con il metodo quattro scatole. Ora mi spiego meglio. Bisogna avere vicino quattro scatole, buste, ceste, ciò che preferite, per poter dividere gli oggetti: conservare, donare o regalare (personalmente se si tratta di vestiti, scarpe, borse o comunque oggetti utili, a volte anche giocattoli, in buone condizioni, li porto alla parrocchia di quartiere, almeno potranno essere usati da qualcun'altro), buttare e quelli che sono ancora in forse.

Per iniziare è un ottimo modo per procedere, una volta terminato il decluttering dell'intera casa sarà molto più facile avere dello spazio nuovo da usare, potrete cambiare la disposizione dei mobili o dei vostri oggetti. E quando ci si appresterà a fare nuove compere bisognerà portare al primo punto, ovvero le domande. E' inutile comprare qualcosa che sappiamo già non useremmo a pieno. 

Qualcuno di voi lo ha già provato? Siete o siete stati degli accumulatori compulsivi come me? Lasciate un commento

4 commenti:

  1. Articolo interessante e consigli utili anche se a volte rispondere a quelle domande è difficile. Non so, a volte buttare gli oggetti o riporli in scatole è come staccarsi da un pezzettino di anima... Non credi?

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    1. Ciao! Si, assolutamente! Però credo sia anche una questione di testa. Se riusciamo a distinguere cosa per noi è davvero utile o importante, una volta che ci si libera del resto ci si sente più liberi, anche se lo si fa un po' a malincuore.

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  2. Premessa obbligatoria: sono d'accordo con te e con il principio che sta alla base del decluttering, fino ad oggi non sapevo neanche esistesse un termine per questo, ma che vuoi farci? Io sono ignorante e loro sono anglosassoni, sentono il bisogno di sostantivare in maniera sistematica anche le cose più semplici! Ma tornando a noi, dicevo che appoggio quanto hai scritto, anche se per me non è stato un processo naturale ne indolore, riconoscere e liberarsi del superfluo ha richiesto tempo e uno sforzo non indifferente della sfera razionale. Soprattutto riconoscere la flebile linea di demarcazione tra ciò che è superfluo e ciò che non lo è, quella è davvero un'arte sopraffina che non padroneggerò mai e forse mi sta bene così. Eppure ci sono state volte in cui sono stato smentito in maniera eclatante. A volte alcuni oggetti sono sopravvissuti, solo casualmente al mio sforzo razionale di decluttering e alla furia ordinatrice di mia madre. Rimasti sepolti in scatole di scarpe e dimenticati per anni, perfino decenni. Poi un giorno facendo una delle succitate "grandi pulizie" saltano fuori.. la sorpresa di un ovetto Kinder, l'astuccio consunto delle delle elementari con dentro ancora i pastelli consumati e la mega-penna multicolore. Anche cimeli di quando ero più grandicello, una lettera d'amore scritta nell'adolescenza frutto di qualche pena di cuore ad esempio. Fatto sta che questi oggetti hanno acquistato negli anni una forza impensabile, riscoprirli di acchito è stata una botta emotiva non da poco, il cuore ha fibrillato, gli occhi non hanno potuto fare meno di inumidirsi. Ma a cosa servono realmente? A niente, e a tempo debito avrebbero ritrovato sicuramente il loro posto in uno dei 4 bidoncini. Oggi no, è passato troppo tempo e loro si sono trasformati. Non sono più oggetti ma reperti incedibili della paleovita che non c'è più e che facevo quasi fatica a ricordare. Vorrei concludere questa farneticazione con un link, una scena del celeberrimo film "Amelie". Quando la vidi per la prima volta, ritrovai in maniera quasi didascalica la scena che avevo vissuto nel ritrovare i miei tesori del passato. Enjoy. By "Pippa anche nel decluttering" :-p. https://www.youtube.com/watch?v=dcOKOcclKf0&app=desktop

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    1. Purtroppo non è facile, lo so. Sono un'accumulatrice seriale di oggetti-ricordo. Riesco a trovare il più grande significato anche al più piccolo oggetto dimenticato. Quindi credimi quando dico che ti capisco, emotivamente costa fatica, ma dopo ci si rende conto che gli oggetti, per quanti significati possano contenere sono solo oggetti. I ricordi li abbiamo nel nostro cuore, nella nostra mente. :D

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