giovedì 21 aprile 2016

Il Natale di Roma

"Buongiorno Roma! guarda stamattina come t’ha dipinto bella er sole. Splendi tutta d’oro, pari n’fiore. Sei tornata ad esse signorina. Canto tra li vicoli pe parlatte all’anima e ditte Roma cosa sei per me. E’ qui che vivo, è qui che so nato e sarà per questo che me so innamorato. Ma tutti li posti nei quali so stato, Roma hai da sapè, che io t’ho sempre pensato".




Oggi, giovedì 21 aprile 2016, per noi romani è un giorno importante. Un giorno da ricordare. La nostra città, la nostra Roma compie ben 2769 anni. 


Fondata nel 753 a. C. la storia di questa città è avvolta da mille leggende, tra la fondazione e la derivazione del suo nome, Roma resta nel mistero, eterno. Come lei.

Spesso mi lamento di come una città così antica e longeva possa riuscire a rotolare verso il basso, andare in malora e un sentimento di odio-amore distingue noi, abitanti di questo pezzo di storia, amanti della potenza che ha sempre rappresentato, nostalgici dei tempi di gloria e famelici di scoperta. Sento elogiare, da stessi romani trasferitisi in altre capitali quali Londra, Vienna, Berlino, il funzionamento corretto e pratico della vita quotidiana. Non si può negare che sia diventata una città difficile; sempre meno controlli, molti furti, mal funzionamento di strade e mezzi pubblici, prezzi e tenore di vita insostenibile per molti. Lo smog, l'aria pesante, i parcheggi inesistenti. 


Viverci non è facile ma, nonostante questo, non perde mai occasione di farci tacere al tramonto, guardando il riflesso di ponte Sisto sul Tevere. Facendoci ammirare il Colosseo di notte, con la sua luce tenue. Vista dai Castelli sembra immensa e silenziosa mentre tra le vie di Trastevere è rimasta sempre uguale, caratteristica, con gli anziani che fanno comizio sugli usci di casa. Quei panni stesi al filo che attraversano i palazzi gialli ed i fiori in primavera. In questo periodo dell'anno si colora, si ama anche di più.


Sthendal diceva: "a Parigi, nel momento in cui si decide di andare a Roma, bisognerebbe stabilire di andare al museo un giorno sì e uno no: si abituerebbe l'anima a sentire la bellezza". Torto non gli si può dare, una città fuori dal comune questo museo a cielo aperto. L'aria è senza dubbio diversa e da romana a volte non faccio nemmeno caso a quanta bellezza può racchiudere, anestetizzata dal "posso vederlo sempre" e quando capita, sembro quasi una turista, come se non l'avessi mai vista. Sempre pronta a donarti nuove prospettive, viste mozzafiato ed angoli di paradiso.

Qualche città ho avuto la fortuna di vederla ma come Roma, a fine giornata, nessuna ti resta così  tanto impressa.

Roma, auguri!




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