martedì 22 marzo 2016

Atene - un weekend nella città che ti sorprende

Forse con mesi di ritardo ma ‘meglio tardi che mai’, no? Oggi, vi voglio raccontare del mio viaggio ad Atene. Meta insolita per molti, me ne rendo conto eppure, culla della civiltà, la Grecia mi ha sempre affascinato e non a caso questa è la mia terza visita nel paese di Aristotele.
Alcuni si aspetteranno di sentirmi dire che sono rimasta delusa, che si vede che il paese è in crisi, che Atene è lontana anni luce da quelle che possono considerarsi città europee invece mi sentiranno spendere solo parole d’elogio, perché si…a me Atene è piaciuta, pure tanto.



Ho una strana classifica di preferenze di capitali che ho amato e devo dirvi che Atene ha fatto una scalata superandone molte, come Berlino – dove già in questo blog ho raccontato come non mi abbia entusiasmato particolarmente.

Appena arrivati all’aeroporto greco abbiamo semplicemente sceso una scala e atteso la metropolitana che ci avrebbe portato direttamente in hotel, a piazza Syntagma. Il biglietto da/per l’aeroporto ha un piccolo sovrapprezzo rispetto a quello normale ovvero  8 euro, mentre la corsa giornaliera viene 4 euro. Arrivati al nostro Pan Hotel – che consiglio assolutamente per posizione, cortesia, pulizia, prezzo…insomma per tutto! Essendosi fatta l’ora di pranzo ne abbiamo approfittato per assaporare un po’ di cucina greca che nelle isole che avevo visitato era stato difficile assaggiare davvero; tanta fila e tanta gente da Greco's Project ci ha invogliati ad entrare. Personale gentile e incline alla chiacchiera, inoltre appena siedi a tavola ti portano una bottiglia d’acqua che non va nel conto finale ed il dolce è offerto dalla casa. Inutile dire che in tre giorni solamente una volta lo abbiamo sostituito. Pranzi e cene ricchissimi, con tanto di grappa della casa, con un conto finale da lasciarti il portafogli intatto e la pancia stra borda.


Purtroppo il primo giorno ha fatto un tremendo acquazzone il che non ci ha permesso di iniziare a girare per i siti turistici dunque abbiamo fatto un giro nel quartiere confinante, quello di Plaka. 


Questo è uno dei più antichi quartieri della città, una perfetta mediazione tra la città nuova e la città antica dal momento che si estende fino ai piedi dell’Acropoli. Una lunga passeggiata tra queste vie mi ha fatto apprezzare ed anche innamorare di questa città, capitale unica ed insostituibile della cultura, con le sue vie strette e piene di vita, colme di negozi di souvenirs e i suoi palazzi bianchi dalle porticine azzurre, la gente allegra ed i caffè e piccoli ristoranti…i suoi scorci. Non riesco a descrivere la bellezza dei suoi scorci sull’antica capitale ellenica, quasi poetici. Forse gli scrittori non esageravano nell’esaltare i suoi paesaggi.



Il giorno successivo ci siamo alzati di buon’ora e, dopo una colazione abbastanza ricca finita a cucchiai di yogurt greco e cereali, ci siamo avviati verso la nostra meta principale: l’Acropoli.


Il tempo non è stato dei migliori difatti, nella speranza che nel mentre spiovesse, siamo andati per prima cosa al museo dell’Acropoli nel quali vi sono esclusivamente materiali rinvenuti nella stessa. L’area è molto vasta ed essendo alle pendici dell’Acropoli ad ogni angolo si possono scorgere visuali sempre diverse della stessa e del Partenone che capeggia la collina. Al suo interno si può ammirare, attraverso l’apposito percorso, l’evoluzione dell’arte greca ed in particolar modo della scultura, tanto che al suo interno si possono ammirare diverse opere famose.


Finito il tour nel museo il tempo ci assistito facendo addirittura uscire qualche timido ma caldo raggio di sole che ci ha aiutato nella salita per l’Acropoli. Una delle più rappresentative acropoli della Grecia, questa si eleva in modo da guardare dall’alto sia la città nata alle sue pendici sia il mare – il Pireo - che di estende dall’altro lato rispetto al resto della città, era conosciuta anche come Cecropia, in onore del re leggendario, mezzo uomo e mezzo serpente, di nome Cecrope primo re della città. In cima si trova il Partenone, così maestoso che tutto insieme non si riesce nemmeno a guardarlo. Nato come templio, in stile dorico, in onore della dea Atena. Noto come la più antica, duratura ed elevata qualità di costruzione di tutta la Grecia nonché ultimo simbolo della democrazia ateniese ancora in piedi. Forse qualche foto riuscirà a parlare molto più di quanto non potrei fare io; a volte bisogna semplicemente guardare e rimanere in silenzio, senza pensare.


Abbiamo deciso poi di continuare il nostro giro attraverso i bus tour e abbiamo girato l’intera città godendo della guida che ci spiegava cosa stavamo guardando; abbiamo visto l’arco di Adriano, l’Agorà, l’antico stadio Panathinaiko, il quartiere di Monastiraki  famoso per il suo mercato delle pulci. Un quartiere colorato, multietnico e coloratissimo un tempo era il cuore del ottomano della città e lo si nota subito per le antiche ex moschee e qualche bazar. Siamo stati al tipicissimo e buffo cambio della guardia al Parlamento e poi abbiamo girato e ci siamo rilassati all'interno dei giardini parlamentari.


Sono arrivata ad Atene con un’idea sbagliata, pensavo che in un paese segnato dalla crisi questo pesasse e si facesse sentire anche sul turista ed invece ho trovato un grado di civiltà anche superiore a quello che trovo nella mia stessa Roma. Per strada sono stati tutti sempre gentili e sorridenti pronti ad un consiglio anche quando non era chiesto, alla minima domanda; ci è capitato che l’autista di un bus che non dovevamo nemmeno prendere ci ha messo in guarda da alcuni ladruncoli che si trovavano dietro di noi dicendoci di non dargli corda e non perdere di vista le nostre borse. Ho trovato rispetto tato che sui bus nessuno entrava dalle porte posteriori ma dall’unica porta dove si trovava la macchina per vidimare i biglietti e, sotto la metropolitana, non erano presenti nemmeno i tornelli per accedere ai treni eppure non mi è capitato di vedere evasori. Una città viva, almeno in centro, nessun locale era mai vuoto a nessun’ora del giorno o della notte. Il culto della tavola imbandita e quattro chiacchiere ci è molto vicino e…certamente, arrivati nelle zone più popolari la differenza si vedeva ed anche tanto, quasi al punto di mettere timore al turista che non conosce o vive la zona.

(Un video che ho creato per farvi vedere un po' di ciò che ho visto io)

Io l’ho amata, fino ad ora la Grecia non mi ha mai deluso e se dovessi consigliarla come meta vi direi: assolutamente SI!

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