lunedì 3 agosto 2015

Una vita di campeggio

Non credo di avervi mai detto che sono poco più di quindici anni che, con la mia famiglia, l'estate la tappa fissa è il campeggio. Il nostro però non è quello che richiama la mente, fatto di tenda ed una cucina arrabattata cosparsa di pesticida per non far divorare le scorte da formiche ed insetti. Il nostro è diventato una vera e propria reggia tanto che mia madre lo chiama direttamente 'La Casa Al Mare'. 


Ovviamente siamo partiti anche noi dallo stato brado: ricordo bene quando, dopo pranzo, la gente del mio viale sapeva dove stavo andando con quella borsetta rossa con le ciliegie disegnate sopra o quando, caricati nel cesto, si andava ai lavatoi comuni per pulire piatti e panni. Oggi non potrei mai tornare a farlo in quel modo; abbiamo la lavatrice, il forno, asciughiamo i capelli in piazzola senza andare in quello che noi chiamavamo 'il salone di bellezza' - il bagno in pratica - alle otto di sera ed abbiamo anche il wc, quasi fossimo a casa, ma comunque ricordo tutti questi anni con il sorriso, mi hanno insegnato e regalato veramente molto.




Ho imparato il rispetto delle regole per la severità dei proprietari del primo campeggio in cui sono stata per diversi anni, Il Gabbiano al Salto di Fondi.  Ho imparato a muovere i primi passi al di fuori dall'ala di mamma e papà, le prime uscite notturne da sola con la ritirata alle due che ogni anno si provava a contrattare per essere allungata. Ho imparato ad andare in bicicletta, è stato proprio qui in campeggio, ho imparato a buttarmi nelle cose, ad essere aperta e socievole ma soprattutto il valore dell'amicizia, di quelle che dopo quindici anni ancora sono vicino a me e sai che in realtà le vedrai poco, eppure è sempre bello passarci del tempo insieme, invitarsi a casa e far vedere ad ognuno che esiste anche una persona che non indossa sempre costume e pantaloncini. Il primo bacio, quello che si dice non si scordi mai ed infatti lo ricordo bene, è stato alle 00.32 (lunga storia questa per la quale conosco addirittura l'orario), il primo amore, la prima delusione. Ebbene, il fatto che dovevo girare un campeggio intero per andare a far pipì poco m'importava. Le serate passate a fare spaghettate o a cucinare crepes, a fare le prove con gli animatori, ad aiutarli e divertirci, le Letteronze, ci chiamavano. E poi quel primo campeggio chiude e quanto, a sedici anni, la notizia “Dobbiamo cambiare campeggio” può influire? Ricordo quel periodo di disperazione dilagante dove ci scambiavamo messaggi sdolcinati e tag su facebook in ricordo di quegli anni che per noi erano stati meravigliosi. Qualcuno lo abbiamo perso strada facendo, altri sono ancora qua con noi, decisi a rimanere uniti nel nostro gruppo di famiglie e siamo venuti qua, al Settebello, che signori, se non fosse per la compagnia che si ha, sconsiglierei a tutti, anche se in zona è tra i più rinomati e famosi.


Sempre qui, a metà tra Sperlonga e Terracina che a mio avviso considero il mare più bello del litorale laziale, non sappiamo nemmeno cosa significhi ora del silenzio, riposo pomeridiano, biciclette, partite di calcetto senza rissa e soprattutto una doccia CALDA. Puntuale come sempre, nel mese d'agosto poi è utopia; farsi la doccia diventa una battaglia epica che nemmeno Achille nelle sue più grandi guerre: file che possono durare anche due ore, roba che spaventerebbe persino il nostro Dante, acqua che spruzza da tutte le parti che più che lo shampoo sembra il gioco dell'acchiapparella ma... almeno asciugo i capelli in piazzola, quello non manca.

Forse sono io che, con l'età, ho perso la capacità di adattarmi a tutte le situazioni o forse sono diventata troppo grande per continuare quest'esperienza che, ad oggi, considero più come un momento dedicato al relax e ad un buon burraco che altro ma ancora non mi sento pronta a rinunciarci. E' quell'ancora di salvezza nei week end troppo caldi della città, è uno stacco totale dalla vita di tutti i giorni, è un riposo del corpo e del cervello (chiasso permettendo) che fa sempre bene, è una vacanza per tutta la famiglia e fin quando anche i miei genitori avranno piacere nel passare venti giorni insieme agli amici di una vita non me la sento di imporgli un NO.

Forse, se fossi rimasta nel mio vecchio campeggio a quest'ora il post avrebbe contenuto meno critiche e più elogi, soprattutto un posto da consigliare alle famiglie ma preferisco raccontare la verità, la mia almeno.


Intanto, tra piscina, mare e idromassaggio mi sono goduta una bella settimana di riposo sfrenato e del tempo di qualità con le mie cuginette che sono venute a trovarmi, ma da domani ho deciso: mi dedicherò anche allo sport ed attività per il corpo così almeno per la Grecia partirò preparata!

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