lunedì 4 maggio 2015

Ricavarsi del tempo per sé al di fuori dei social

Nonostante il primo maggio di mezzo - sono praticamente diventata arancione in faccia per il troppo sole - questo fine settimana non è stato chissà quanto diverso da tutti gli altri giorni. In realtà l'ho passato dedicandomi molto a me stessa. Stare con chi amo, liberare la mente, riflettere, fare sport e dopo un bel po' ho ritrovato la voglia di ricominciare a leggere - "Colpa delle stelle" di John Green, devo dire che se anche a rilento rispetto al solito, mi ha abbastanza risucchiata, nonostante la tematica trattata sia abbastanza pericolosa, ma ultimamente trovo intelligenti i modi attraverso i quali si sta parlando del Cancro che non più un semplice tabù. Perciò aspettatevi una recensione, perché il libro promette bene.


A volte si sente la necessità assoluta di ricavarsi del tempo per sé stessi. A me forse capita più spesso che a molti altri ma sono una persona solitaria per la maggiore. O vado a periodi, forse così è detto meglio ma sta di fatto che arriva un momento in cui non riesco a sopportare più nulla, più nessuno. Il bisogno di non sentire sempre il telefono squillare, di non essere connessa in continuazione con i social e con il mondo. Che poi essere connessi che vorrà mai dire? Andrei ad aprire una parentesi troppo lunga per il tempo che ho a disposizione ma quando capitano sono diversi i passatempo in cui mi piace crogiolarmi invece che utilizzare le mie energie a suon di chat su whatsapp.

Prima di tutto spengo il telefono altrimenti tutto quello che vorrei fare finisce per essere posticipato a causa dei minuti persi dietro il cellulare e al bruciore delle dita di voler toccare l'icona di facebook - a volte, anche quando il sabato mattina mi capita di uscire per delle compere o delle commissioni, preferisco lasciarlo a casa così da non essere costantemente distratta. Probabilmente io sono troppo, lo uso continuamente quasi ormai fosse l'estensione delle mie braccia ma quando arriva il momento di sovraccarico non ne sento la mancanza. Non devo averlo per forza con me ed essere aggiornata su tutto, quello è diventato più un riflesso condizionato. Dopo questo primo passo mi dedico a quello che ho rimandato nell'ultimo periodo, a volte questo contempla anche le pulizie, magari metto la mia camera sottosopra e cerco di buttare quelle cose diventate inutili per fare spazio a quelle nuove, mi concedo dei trattamenti di bellezza, una manicure e/o pedicure, a volte dedico mi anche a fare un dolce. Non so se l'ho mai detto ma io sono la persona meno golosa del mondo, posso avere la voglia incontrollabile di qualcosa di salato, anzi quello accade per certo ma dei dolci è difficile; persino il periodo in cui sono stata a dieta, quella vera fatta da un dietologo con controlli e tutto (una lunga storia sul perché), i miei genitori la domenica pomeriggio provavano a tentarmi con qualche dolce ma io niente, completamente passiva rifiutavo l'offerta e andavo avanti ma ricordo perfettamente quella volta che nonna aveva preparato la carbonare, proprio la prima settimana quando l'uovo era off limits per me subito lei a farmi piangere dal dolore;ed anche le lacrime sapevano di uovo e pancetta. Insomma per chi non avesse capito, i dolci li faccio solo per passare il tempo e non per mangiarli, certo se poi decido di fare le crepes - quello è un altro paio di maniche ma devono essere rigorosamente vuote, così non so resistergli!

Altre volte capita invece che preferisca stare sdraiata tra letto e divano a guardare film, telefilm in arretrato o peggio, riguardare all'infinito le puntate di Streghe - la mia serie tv preferita dalla notte dei tempi. Grazie papà per avermi trasformato in questo mostro che sa addirittura il numero degli episodi con annessi titoli semplicemente dalla trama o peggio ancora dal primo minuto in chiaro. Ma la maggior parte delle volte mi estraneo dal mondo leggendo e scrivendo. Infondo è quello che preferisco. Viaggiare con la fantasia in posti lontani, in luoghi inventati mi fa riconnettere con me stessa e dopo una giornata o qualche ora passata a leggere mi sento già meglio. Stessa cosa capita quando nella mente mi si figura la trama di una storia, di un racconto, di una storia a puntate e allora scrivo e scrivo, a volte pubblico anche e dopo aver dato sfogo a tutto ogni problema, ogni sensazione che sembrava troppo si ridimensiona. 

Scrivere riesce a calmarmi quasi fosse una ninna nanna della mamma.

5 commenti:

  1. io tengo sempre il cellulare silenzioso.
    quando lavoro lo spengo, intanto per le emergenze ho dato il numero del fisso, e posso staccarmi dalla rete..
    sono uscito da facebook perchè lo trovo un luogo squallido, dove tutti (perchè semplicissim da usare e con una marea di funzioni) possono "condividere" qualsiasi cosa, anche per noia, senza minimamente filtrare ciò che stanno condividendo, oppure scrivere un commento a volte inopportuno, che può infastidire.
    mille motivi per staccarmi da facebook, mille motivi per rimanere sul blog dove posso scrivere le mie cose originali (possibilmente con mie foto) magari non condivisibili, ma mie, nate tutte dalla mia testolina.
    stesso vale per instagram, dove le foto, per la maggiore, sono originali.
    ma riuscire a trovare del tempo per se stessi spegnendo tutta l'elettronica è un bel traguardo. la vita vera è quella che si vive e che si percepisce con i nostri sensi, nel piacere e nel dolore. per questo la mia casa ideale non è sicuramente domotica, ma una bella baita nel verde in montagna, con camino a legna, una libreria, un piccolo angolo spa magari :P

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    1. E beato te che ci sei riuscito, io anche per motivi di lavoro e tutto il resto è praticamente impossibile che mi elimini da facebook...certo negli anni il mio modo di utilizzarlo è cambiato essendo cresciuta ed avendo imparato a filtrare i contenuti ma ovviamente non è cosa per tutti. La rete è piena di insidie e bisogna stare attenti. Giusto ieri sera ricordavo con un amico i tempi in cui gli spazi vuoti passati in metropolitana erano quelli dove si riposava la mente, si leggeva un libro oppure un giornale... mentre oggi si sta tutti attaccati ai cellulari e ai tablet, e parlo solo di qualche anno fa niente di così lontano. A volte mi manca avere una persona che per sapere come stai passa le ore al telefono con te oppure viene a citofornarti senza neanche sapere se sei in casa, adesso invece si mandano posizioni su whatsapp ed sms che sostituiscono completamente l'interazione e non so quanto sia favorevole. Camminando per strada a volte mi costringo a guardare il telefono perché con la gente manca proprio il contatto visivo. Che amarezza!

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    3. ma anche io sapevo come filtrare i contenuti, essendo cresciutello. dico semplicemente: "è la gente che non è capace a filtrare" cosa condividere o no. questo mi dava fastidio. potrebbe essere un buon strumento, se facebook fosse un luogo dove effettivamente scrivere un proprio pensiero (stato) allegandoci materiale mediatico.
      invece facebook si è allargato a dismisura, telefonate, giochi, spam continuo, e miliardi di persone che ci stanno dietro.. diciamo che io ci ho aperto una "guerra" contro ;) :P .. e non so nemmeno dire come io abbia rivalutato i vecchi classici e fighi forum degli anni 2000 e i bei siti internet minimalisti di oggi. e quanto, ripensando al passato, abbia trovato patetico il postare foto a vagonate, creando album di vacanze.. per farle vedere ad "amici" .. virtuali. meglio una birra bevuta con poche persone e foto da far vedere sul cell solo a loro con l'intimità che il rapporto d'amicizia ci da.

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