martedì 31 marzo 2015

Barbie, la fashion model più famosa del mondo diventa social

Da bambina ricordo che passavo ore ed ore a giocare con le mitiche Barbies. La chioma bionda da fare invidia e quei vestiti pazzeschi che speravo di poter indossare anche io un giorno. Ne avevo di tutti i generi esistenti, una vera collezione che ancora oggi tengo custodita gelosamente in mille scatole in cantina. La Barbie era sacra, andava trattata bene, andava curata; non ho mai sopportato quei bimbi che ci giocavano tagliandole i capelli o straccandole braccia e gambe e, peggio ancora, la testa. Sacrilegio!


Ma questi erano gli anni '90, a venticinque anni di distanza la Mattel ha deciso di fare un passo avanti nei tempi e portare un innovazione per tutte le bambine che, come me, hanno conosciuto le famose bamboline bionde: la parola.

Infatti, il prossimo autunno verrà presentata la nuova Hello Barbie come ultima chicca della bambola con il fisico da Pin Up. La Mattel pare si sia rivolta alla ToyTalk, una società specializzata nel far parlare i giocattoli, nata nel 2011 con lo scopo di far intrecciare delle vere e proprie conversazioni tra i bambini e i loro pupazzi. Sembra che la nuova bambola, icona di moda, abbia la capacità di tarare il proprio linguaggio a seconda del proprio interlocutore. Di fatti parlare con un dispositivo giocattolo non è una grande novità per i bambini, oggi giorno circondati da bambole chiacchierine, la vera innovazione è dare voce ad una bambola che fino ad oggi ha parlato solo nella fantasia di tutti. 

Il processo con il quale viene realizzata questa nuova Barbie è molto complesso e desta parecchie preoccupazioni: Barbie, che si collega al wi-fi, parla grazie ad un software dietro al quale c'è un algoritmo che impara le parole della bambina, ricorda quello che lei dice e calibra anche il tono da adottare - roba che noi non ci saremmo neanche mai potuti immaginare di poter veder fare alla nostra bambola preferita dal rossetto rosa. Una pecca da far notare è che bisogna dire addio alla privacy in quanto ogni conversazione rimarrà salvata sul server della Mattel. 

Giusto è l'allarmismo intorno a questo scavalco e ci si chiede se la bambola registrerà tutto quello che viene detto in casa e per quanto tempo rimarrà conservato; la società rassicura tutti dicendo che le conversazioni resteranno comunque private ma a tal proposito sono state adottate nuove misure sulla privacy. Ad esempio la ToyTolk ha sviluppato una procedura dove una bambina sotto i 13 anni può attivare la modalità conversazione solo quando un genitore avrà dato il permesso, confermato via mail ed ha anche sviluppato un pulsante di accensione della medesima modalità.

Il prototipo è ancora in fase di lavorazione, ma di certo c'è che Barbie inizierà parlare, forse non sarà una bella notizia per Ken - che poi, non so voi ma io ne avevo uno che se le sposava tutte - ma di sicuro lo sarà per tutte le bambine.

2 commenti:

  1. Non ci credo ! la barbie wi fi !! è il povero Ken mi fa tenerezza, ok, sei il fidanzato di una pin up niente male, ma ora ti tocca subire tutte le sue conversazioni... ! comunque sono l'unico, oppure mi fa tristezza sentir parlare di algoritmi che ormai fanno tutto al posto nostro? ma non era meglio lasciar la barbie senza parole e far si che la bambina usasse la sua immaginazione senza niente di preconfezionato ? Mah.. Ciau

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  2. E già, purtroppo anche lei è diventata tutta wi-fi e capelli. Infatti povero Ken, erano la coppia perfetta proprio perché senza parola, così non durano neanche una settimana! :P
    Comunque sono d'accordo, anche per me è triste che debba parlare attraverso mille passaggi tecnologici, credo che i giochi servano ai bambini per sviluppare la loro immaginazione, e devo dire che sono contenta di non far parte di questa nuova generazione. Io facevo parlare tutti i bambolotti, le Barbie, giocavo con l'elastico e la corda e se ci penso erano davvero bei tempi, adesso anche giocare diventa triste ed automatico.

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